
Da Damasco ad Aleppo, alla scoperta della Siria e dei suoi luoghi simbolo, un’esplorazione attraverso uno dei paesi più affascinanti e meno conosciuti del vicino Oriente, per scoprirne le bellezze nascoste ma anche le radici comuni che lo legano all’Italia e agli altri paesi del Mediterraneo. Un Paese che, nonostante sia spesso in primo piano nelle vicende e nelle cronache politiche del Medio Oriente, accoglie cristiani e musulmani che da sempre convivono senza tensioni. Proprio partendo da questi presupposti due cicloturisti, Sabrina ed Attilio, con il gusto del viaggio e della scoperta hanno deciso di attraversare questa nazione con le loro biciclette.
L’idea è nata a poco a poco, la curiosità di scoprire città come Damasco e Aleppo che rivendicano il titolo di città più antiche del mondo abitate in modo continuativo, Palmira uno dei più grandi siti storici del mondo, le città morte d’epoca bizantina, i territori che videro i crociati principali attori…tutto questo li ha incuriositi, ma oltre all’aspetto storico-religioso cercavano un’ispirazione, un qualcosa che accomunasse la loro terra a questa nazione, l’intuizione è arrivato dall’amico Fausto, proprietario del locale “Al Vecchio Tagliere” di Bergamo ed esperto conoscitore di vini……saputo del loro viaggio con una semplice battuta ha trovato il trade-union ed ha saputo dare a questa “pedalata” una motivazione particolare, infatti è riuscito ad incuriosire i due ciclisti dicendo loro che da quelle terre alcune ipotesi davano come proveniente un vitigno molto pregiato che produce il famoso vino Syrah.
Il Syrah è considerato una delle uve rosse più nobili, un fatto chiaramente confermato dai migliori vini prodotti con quest'uva. L'origine del Syrah è piuttosto incerta, tuttavia l'ipotesi più ricorrente ritiene che quest'uva sia originaria del medio oriente. Ci sono ipotesi che lo fanno provenire dall’antica città iraniana di Shiraz, Isidoro di Siviglia nel 630 d.C. (O.,XVII,5,28) lo chiama anche Vitiscionia e ne fa derivare il nome dalla Siria, altre ipotesi dicono che questo vitigno potrebbe essere originario di Cipro o di Siracusa. Se le sue origini sono ancora incerte, rimane comunque la certezza che il Syrah era già coltivato e usato per la produzione dei vini nella Valle del Rodano già ai tempi dell'Impero Romano.
Questo vitigno viene ad oggi coltivato in quasi tutto il territorio vitivinicolo mondiale si pensi ai molti vigneti dell’Australia, della California e, cambiando ancora continente, del Sud Africa,
anche se le sue espressioni migliori provengono dalla valle del Rodano in Francia, in Italia viene coltivato in Toscana nel Lazio e Sicilia.
Insomma un vitigno di natura itinerante, viaggiatore per eccellenza con un passato che si perde nella notte dei tempi, pieno di fascino e mistero, chi meglio di due ciclisti- viaggiatori poteva tentare di scoprire la natura di questo vitigno, d’altronde la Siria è anche la patria di un’altra uva rinomata l'uva Regina, quindi l’ipotesi che il Syrah possa provenire da questa terra non è poi così improbabile, a rafforzare l’ipotesi di una terra vinicola è l’impegno che ultimamente il celebre consulente Bordolese Derenoncourt e la famiglia Saadè hanno prodotto nel produrre vino. Si chiamerà Bargylus, dal monte che domina il giovane vigneto della regione di Lattaquiè, nella Siria Occidentale.
I nostri due cicloturisti quindi faranno tappa anche nella regione di Lattaquiè visitando queste tenute vinicole, cercando di capire se su queste colline in passato ha mosso i primi passi il Syrah, e il paradosso è proprio questo, in un paese dove il vino non è sempre ben visto ora sembra voler rinascere dopo che tanto tempo fa se n’era andato per colonizzare il mondo.
Il via di questa avventura è previsto per il 31 marzo mentre la frenata conclusiva verrà data il 14 aprile
Questo l’itinerario che impegnerà i nostri due cicloenologhi per poco più di 1000km;
Damasco – Palmira-Hims-Tartus-Latakia-Aleppo. L’inizio dell’itinerario li vedrà pedalare nei deserti che da Damasco portano a Palmira e in seguito sempre in affascinanti zone desertiche raggiungeranno Hims, da qui inizieranno le montagne e visiteranno la fortezza del “Krak dei cavalieri” continuando il loro percorso raggiungeranno il mare a Tartus e in seguito lambendo il mare arriveranno a Latakia da qui in zone collinari si metteranno sulle tracce del loro “amato vino” poi ritorneranno a pedalare sulle montagne e visiteranno le città morte per poi raggiungere Aleppo.
I nostri due ciclisti hanno impiegato una anno per preparare questo viaggio, oltre alla preparazione fisica c’è alle spalle un meticoloso studio del percorso, della parte logistica e dell’attrezzatura anche se sono già avezzi a imprese di questo genere avendo pedalato in più parti del mondo dalla Nuova Zelanda alla Patagonia senza contare i più svariati percorsi in Europa e ovviamente nella nostra tremendamente bella ma bistrattata Italia.
Email del 06.04.2009
Siamo a Lattakia domani si inizia la ricerca del famoso vitigno, da damasco a palmira arrivando a homs abbiamo attraversatoi il deserto ovviamente niente vino, poi salite durissime sulle montagne verso il crac des chevaliers, da homs abbiamo trovato una SIRIA verdissima con molti frutteti e alberi di olive, sono molto ospitali, ci offrono qualsiasi genere di conforto ....soprattutto i cestini di fragole...
ciao a presto Sabrina&Attilio
Email del 16.04.2009
Abbiamo portato a termine il nostro tour siriano, quasi 1000 km in bicicletta tra il deserto le montagne e le colline, siamo entrati in contatto con una realtà sicuramente differente dalla nostra, un modo di vita che alle volte ci ha disorientato e ci ha lasciato con qualche punto di domanda, per esempio non siamo riusciti a capire del perché costruiscano palazzoni incompiuti di cemento su bellissime colline, veri e propri mostri che deturpano il paesaggio, la contrapposizione dei colori del deserto con delle fertilissime colline verdi è un altro paradosso siriano in questo caso piacevole, l’ospitalità della gente è il loro piatto forte e a proposito di piatti la cucina siriana alla fine ci è piaciuta, molto diversa da quella italiana ma sicuramente variegata e gustosa il problema era capire gli ingredienti essendo i menù e le spiegazioni dei vari camerieri….in arabo!!!!
Ma tornando alla nostra eno-ricerca abbiamo scoperto con rammarico che i famosi vitigni che in antichità fino all’epoca romano avevano ricoperto queste colline sono stati soppiantati a poco a poco da aranceti o uliveti, tutto ciò perché la religione mussulmana vieta di bere alcolici, i pochi vigneti che abbiamo trovato erano di uva da tavola, anche gli stessi negozi che vendono alcolici sono molto rari e i vini che vendono sono di produzione libanese. Ma molte altre
curiosità e fatti che ci sono accaduti on the road, così come una vagonata di foto che abbiamo scattato, saremo lieti di raccontarvi magari in una delle serate che l’amico Fausto organizzerà al tagliere e magari questa volta davanti ad un vero bicchiere di vino……
ciao a tutti e alla prossima….Sabrina&Attilio


