Fabio Turchetti World Trio
Nese - martedì 4 novembre 2008 - ore 21:30
Fabio Turchetti Harmonium - Fisarmonica
Butrus Bishara - Oud Arabo
Aldo Pini-Chitarra Flamenca
Fabio Turchetti: cantautore e compositore che vive e lavora nella sua Cremona natia. Classe 1959; studi di composizione al Conservatorio di Firenze; laurea al Dams di Bologna con una tesi sulla musica afroamericana. Partendo dai classici della canzone d’autore italiana come Jannacci o Svampa e da fonti musicali come il jazz e la musica latina in genere, un lungo percorso per arrivare ad un proprio linguaggio, ad una canzone d’autore in stile neoflamenco.
Nel 1995 – con un’etichetta indipendente - pubblica il suo primo album maturo e ben accolto dalla critica: è Francis Drake che vede la collaborazione prestigiosa di Roberto Cipelli, Attilio Zanchi, Tino Tracanna, Stefano Bagnoli, Naco e di altri.
Fonda un gruppo stabile - la Famiglia Turchetti – con il quale nel 1999 incide il secondo e omonimo disco, prodotto dalla Sony.
Nel 2000 si dedica al progetto “Pura vida”: con il contributo di più di 25 musicisti italiani e latinoamericani realizza un album ispirato da un viaggio in Costarica. Viene prodotto e pubblicato dalla Saar.
Poi ancora viaggi, intesi anche come ricerca. Registra a Malaga alcuni brani con una “tuna” (tipico ensemble di musica popolare spagnola) cui si uniscono due zingari rumeni suonatori di cymbalon e altri. Il risultato è l’album “Tre modi per dire rumba” (Crisler 2003).
L’ultimo progetto in ordine di tempo è incentrato sulle musiche scritte per il cd allegato alla rivista World Music Magazine (n. 68, settembre-ottobre 2004): un viaggio musicale (ma non solo) lungo un itinerario culturale europeo che da Roncisvalle in Spagna porta a Santiago di Compostela.
Altri viaggi: centinaia di concerti con la Famiglia Turchetti, ospitando spesso musicisti stranieri; trasmissioni televisive come Roxy bar o il 1° maggio alla tv svizzera; la Festa della musica di Lubiana. Recentemente: la soddisfazione di veder ristampato e rivalutato l’ultimo disco di Luca Flores con un suo pezzo strumentale.
«Credo che l’atto del suonare sia qualcosa in grado di creare … “magia”, qualcosa capace di evocare uno “spirito” che attraverso il suono possiamo avvicinare e sentire, generando delle emozioni. La rumba flamenca è un ritmo che mi è congeniale perché possiede al tempo stesso gioia e solarità come passione e dramma. L’influenza della cultura afroamericana, però, nella scaletta dei miei concerti è molto forte: è infatti tipico dei “neri” il riferimento alla musica come evocazione dello spirito e quindi echi di blues, di jazz, di soul, di rap, di raggae, di samba alternano o anche solo influenzano i ritmi e le mie melodie. I testi invece parlano soprattutto di persone: mi piace incontrare tanta gente e raccontare storie di uomini e di posti conosciuti lungo questo viaggio immaginario.»


